Come a casa vostra

Masseria dei Monaci Otranto, ovvero l’accoglienza intima e riservata. Qui anche le piccole cose hanno un valore, per questo gli ospiti si sentono come a casa


Il luogo dell’anima lo riconosci perché è quello che ti fa battere il cuore senza alcun tipo di condizionamento ma, principalmente, è quello in cui ti senti a casa anche quando sei lontano.
Ci sono delle realtà ricettive che rappresentano perfettamente questo mood, luoghi a cui senti di appartenere grazie ad una connessione naturale con il contesto, le abitudini, l’aria, le persone.
In un microcosmo fatto di luci e gentilezza, in quel di Otranto, esiste una realtà come quella appena descritta. Un luogo dell’anima, appunto, un’isola di pace in cui l’accoglienza è il frutto della fusione perfetta tra professionalità, affabilità, simpatia ed empatia. E se viaggiare è già di per sé qualcosa di bello, soggiornare a Masseria dei Monaci lo è ancora di più.
Germana Rosati, splendida padrona di casa dal sorriso contagioso, accoglie gli ospiti in questo porto di felicità e bellezza creando sin da subito una complicità immediata.
Gli ambienti, sapientemente arredati, sono un inno allo stile mediterraneo con interessanti richiami alla tradizione locale. Le suite, le camere e gli spazi comuni sono una festa per gli occhi, in un gioco di luci, legno, cristalli e colori chiari. E se durante il periodo estivo si accendono sotto i raggi del sole, durante i mesi invernali sprigionano un fascino tutto da scoprire.
Il calore di casa (tema ricorrente in questa descrizione) è bel lungi dall’essere un arido slogan. È, piuttosto, la sintesi della formula segreta che Germana ha trasformato in azioni concrete da quando, insieme al marito, ha iniziato a dedicarsi a quest’attività.
A fare la differenza è il concetto di dimora, nell’accezione più pura del termine. La coppia, insieme ai figli, abita qui tutto l’anno, va da sé, quindi, che al loro arrivo gli ospiti percepiscano un’atmosfera intima, accogliente e rilassata: un lusso a portata di mano. Gli sforzi profusi nell’arco dei dodici mesi vanno tutti in un’unica direzione: offrire solo il meglio, perfezionando i servizi anche quando il flusso di turisti tende a diminuire. Non mancano sacrifici e dedizione ma la passione, che anima Germana e con lei la sua famiglia – la cui qualità più evidente è la forte intesa – è il vero motore di tutto.
«Far sentire a casa gli ospiti – spiega – è la nostra priorità sempre, non solo d’estate. Ma è anche vero che durante i soggiorni inverali c’è una predisposizione diversa. I viaggiatori sono contenti di avvertire quel tepore familiare e quella coccola in più che non guasta mai, soprattutto durante le Feste di Natale».
Ed è proprio nel mese più magico dell’anno che Masseria dei Monaci indossa gli abiti della festa. Ogni angolo della struttura, dalla sala più grande all’ingresso, dalle camere al bar, dal ristorante alla hall, senza ovviamente trascurare gli spazi esterni, è una gioia di luci, addobbi, candele e decorazioni che già solo a rimirarle regalano quelle emozioni che fanno tornare bambini.
«Otranto è bella tutto l’anno – commenta Germana -, ma a Natale diventa poesia, sfido chiunque e dire che il mare, d’inverno, sia noioso o triste. Forse, se ci fosse un lavoro di squadra più deciso tra tutti gli operatori del settore turistico e gli altri protagonisti del territorio, potremmo davvero migliorare il discorso della destagionalizzazione. In attesa di progetti futuri più concreti, mi sa che scrivo una letterina a Babbo Natale. Cosa gli chiederei? Semplice: far sì che il nostro territorio possa esprimersi al meglio sempre. Non solo nella stagione estiva».

«Otranto è bella tutto l’anno – commenta Germana -, ma a Natale diventa poesia, sfido chiunque e dire che il mare, d’inverno, sia noioso o triste. Forse, se ci fosse un lavoro di squadra più deciso tra tutti gli operatori del settore turistico e gli altri protagonisti del territorio, potremmo davvero migliorare il discorso della destagionalizzazione. In attesa di progetti futuri più concreti, mi sa che scrivo una letterina a Babbo Natale. Cosa gli chiederei? Semplice: far sì che il nostro territorio possa esprimersi al meglio sempre. Non solo nella stagione estiva».

Salento Review – Anno IX – n. 2 – pag. 46 – 47

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