Viaggiare con il cuore

Masseria dei Monaci, a Otranto, offre un insieme di emozioni che, per gli ospiti, diventa bagaglio di vita. Tutto l’anno.

Castello Aragonese, Lungomare degli Eroi, Cattedrale di Santa Maria Annunziata: non sono che alcune delle meraviglie da ammirare a Otranto, bellissima città adagiata sull’Adriatico, ipnotica d’estate e seducente d’inverno. Talmente bella da non avere una sola stagione di riferimento: il suo fascino resta immutato per tutto il periodo dell’anno, soprattutto a dicembre, mese di attese e promesse.

È qui che sorge la prima alba dell’anno. È qui, per l’esattezza a Punta Palascia, il punto più a est d’Italia, che con slancio romantico e sentimentale ci si riversa per salutare il nuovo giorno, quello più atteso, quello carico di aspettative, quello a cui vengono affidate speranze, pensieri e desideri. Tra le aspirazioni, soprattutto da parte dei residenti, quest’anno potrebbe esserci un’ambizione comune: Otranto Capitale della Cultura Italiana 2025.

Al di là del prestigio, in termini culturali, tradizionali e storici, oltre che di valorizzazione del territorio stesso, sarebbero tanti i benefici legati all’immagine della Città dei Martiri. Un titolo prestigioso come questo sarebbe la ciliegina sulla torta dell’offerta turistica che, pur avendo già molto da offrire, potrebbe comunque contare su una marcia in più.

Intanto, in attesa del verdetto finale, gli operatori turistici proseguono nelle loro attività, forti di una tradizione costruita successo dopo successo. 

Come per Masseria dei Monaci, splendida realtà ricettiva alle porte della città, luogo appartato e tranquillo, oasi di pace ed eleganza. Il resort, immerso nel verde, si affaccia sul mare e strizza l’occhio a tutte le albe dell’anno. Natura incontaminata e sguardo sempre rivolto alla sostenibilità: questi i binari di eccellenza sui quali si muove il progetto di accoglienza targato Schito – Rosati. A fare la differenza, in questo spazio di luce e armonia, è l’atmosfera calorosa e accogliente che si respira fin dal primo momento. Merito dei padroni di casa. Germana Rosati e il marito, Andrea Schito, sono talmente affiatati da muoversi in sincrono nella gestione dei vari settori. Un ingranaggio perfetto a cui si aggiunge l’energia dei figli, Jacopo e Francesco, anche loro tessere di un puzzle perfettamente riuscito. Insieme rappresentano i valori del lavoro di squadra, sinergia imprescindibile per proporre agli ospiti solo il meglio.

Aperta tutto l’anno, Masseria dei Monaci ha la capacità di offrire soluzioni molteplici e variegate, per andare incontro ad ogni richiesta ma soprattutto per far sì che la permanenza dei viaggiatori diventi un’esperienza unica e totalizzante. La fidelizzazione parte dalla diversificazione. Il pernottamento, la colazione vista mare e le cene con prodotti a km0 non bastano. Il viaggiatore è diventato più esigente, adesso cerca un “qualcosa in più” che non tutti possono dare e che qui, invece, possono trovare.

«Con gli anni abbiamo capito che l’accoglienza è fatta di mille sfumature – spiega Germana – e che mettere a disposizione degli ospiti location eleganti, curate nei minimi particolari, originali e raffinate è solo uno dei passaggi legati all’idea dell’hospitality.Il turista moderno adesso cerca anche l’esperienza, intesa come valore intangibile ma dal forte impatto emotivo e culturale, che diventa bagaglio di vita. Ecco perché oltre ai servizi di cui disponiamo, mettiamo a diposizione dei nostri ospiti anche le nostre consapevolezze». E questo si traduce, semplicemente, in consigli, suggerimenti e spunti su come vivere la vacanza:quali luoghi visitare, quali realtà conoscere o che tipo di esperienza fare per vivere momenti immersivi, fatti di scambio e condivisione.

Il filo conduttore sembra essere quello legato alla ricerca dell’autenticità e della dimensione umana. 

«Soprattutto dopo il lockdown – continua la padrona di casa -, i viaggiatori hanno manifestato questa esigenza di voler recuperare una connessione più vera con il territorio e con i suoi abitanti. Il desiderio di vivere una vacanza di qualità è diventato palpabile già da tempo e noi assecondiamo volentieri questo trend perché, in fondo, azzera le distanze e aiuta a creare rapporti di fidelizzazione con chi sceglie di venire da noi e, quindi, decide di ritornare in Masseria».

La reale conoscenza dei luoghi passa, per antonomasia, anche dal buon cibo. Corre l’obbligo, a questo punto, aprire una piccola, e necessaria parentesi, sull’offerta enogastronomica di Masseria dei Monaci. Andrea, re indiscusso della cucina, si occupa personalmente del menu e della sua realizzazione. In tavola solo piatti con ingredienti di stagione, ricette e manicaretti preparati con prodotti freschi, assecondando il ritmo dei mesi. 

Anche questa esperienza fa parte dell’elenco dedicato alle consapevolezze immersive che il viaggiatore vuole respirare fuori di casa.

Infine, per chi se lo stesse chiedendo, il ristorante è aperto anche agli “esterni”. Perché è giusto che le prelibatezze dello chef siano apprezzate da tutti, al pari delle strepitose etichette che arricchiscono la cantina personale. 

Basta prenotare e la felicità è servita!

Salento Review – Anno X – n. 2 pag. 12 – 14

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